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AL VENERDI'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Parco Nazionale dello Stelvio
Il Parco nazionale dello Stelvio è stato per lungo tempo il più vasto parco naturale d'Italia ed il più grande dell'Europa alpina. Situato nelle Alpi Retiche, ospita più di cento ghiacciai e circa cinquanta laghi.
Per la maggior parte si estende in Lombardia, nelle province di Sondrio e Brescia, ma occupa pure una parte delle province di Trento e Bolzano.
Il gruppo montano dell'Ortles-Cevedale ne costituisce il cuore pulsante, con numerose cime alte quasi 4000 metri, che fungono da spartiacque tra i bacini idrografici dell'Adda, dell'Oglio e dell'Adige.

Speciale Parchi Nazionali:
- Gran Paradiso
- Lo Stelvio
- Le Dolomiti Bellunesi
- Il Parco d'Abruzzo

Di prossima pubblicazione
:

- Il Circeo
- Il Gargano
- Il parco della Calabria
- Il Pollino


Superficie
Complessivamente oltre 134.000 ettari, dei quali quasi 62.000 nell'area lombarda, oltre 53.000 in Alto Adige e poco più di 19.000 in territorio trentino.

Come e quando arrivarci

Dalla Valtellina per la strada statale dello Stelvio fino a Bormio; da Merano e dalla Val Venosta attraverso il Passo dello Stelvio; dal passo Gavia fino a S.Caterina Valfurva, dalla Val di Sole per Pejo. Il periodo ideale per l'escursionista-alpinista va da giugno a settembre, in corrispondenza del periodo di apertura di rifugi. Il parco è ben attrezzato per l'accoglienza: parcheggi, sentieri, impianti di risalita, rifugi.

Ambiente, natura, rifugi

Più del 70% del Parco è situato ad una altezza di oltre 2000 metri, in un' ambiente tipicamente alpino. Dal punto di vista geologico il comprensorio è composto nella parte settentrionale ed orientale da rocce sistoso-cristalline, mentre in quella occidentale prevalgono le rocce sedimentarie dovute in massima parte a depositi calcari e dolomie. Anche se non mancano i menomi carsici, a dominare è il glacialismo, sia antico che attuale, con numerosi ghiacciai che ricoprono circa un decimo dell'intero Parco. Interessanti le cascate, tra cui quelle famose della Val di Rabbi. Il gruppo Ortles- Cevedale offre forse la rassegna più completa di tutti gli aspetti più spettacolari della morfologia glaciale. Il punto panoramico più bello, che permette di abbracciare uno straordinario orizzonte a 360 gradi, è senza dubbio la vetta del Cevedale. Da questa vetta si gode una vista eccezionale su tutto il gruppo dell' Ortles, con la svettante piramide del Gran Zebrù, mentre a maggior distanza si ammirano Adamello, Presanella, Brenta e Bernina. Le grandi lingue di ghiaccio delle vedrette del Cevedale e dello Zebrù , ma soprattutto il grandissimo bacino del ghiacciaio dei Forni, il più esteso d' Italia, si protendono verso le vallate sottostanti. Nella zona ci sono censiti più di cento laghetti alpini. Chi è dotato di una buona esperienza alpinistica e di una adeguata attrezzatura può essere interessato ad un itinerario che, se effettuato in maniera completa, richiede circa una settimana di tempo. Il percorso può essere suddiviso in tre parti. La prima è l'escursione più semplice, si snoda tra sentieri e nevai e va da Trafori, per la Statale dello Stelvio, al Rifugio Borletti (ore 1,30) con prosecuzione al Rifugio Payer (ore 2,30). Di qui sale al rifugio del Coston (ore 2,20), poi al rifugio Città di Milano in 2 ore. Da questo rifugio si arriva infine in poco più di 3 ore al rifugio Corsi in Val Martello. La seconda parte, escursionistica-alpinistica, sale dal rifugio Corsi alla vedretta ed al passo della forcola, per poi arrivare al rifugio Larcher al Cevadale. La terza parte dell'itinerario è quella alpinistica vera e propria, con la salita dal rifugio Larcher al monte Cevedale (m.3757), attraverso il Passo della Forcola. Dalla vetta si scende in un'ora al rifugio Casati, da dove si può proseguire in un'altra ora al rifugio Pizzini in Val Cedec; di qui, attraversando il Passo dello Zebrù, si arriva al rifugio V Alpini in 3-4 ore. Infine dal V Alpini si può completare la discesa della Val Zebrù fino al Ponte delle Tre Croci, in Valfurva. Come variante, dal rifugio Pizzini in poco più di un'ora si può scendere al rifugio Branca, ove si ha un'impressionante vista sui 20 km quadrati del Ghiacciaio del Forni. Questo itinerario, una volta completato, forma quasi un anello ed è percorribile in entrambi i sensi.

Flora

Il paesaggio vegetale, a causa del notevole dislivello -si passa dai 650 metri della Val Venosta ai 3905 metri dell'Ortles- è assai vario e ricco: le foreste, per lo più di conifere, si estendono per 40.000 ettari di superficie, lasciando il posto, alle altitudini maggiori, ad una flora che ha dovuto adattarsi alle più severe condizioni ambientali. Le specie di piante censite all'interno del Parco sono circa 1200. Dopo le latifoglie, presenti alle basse altitudini, subentrano le conifere: estesi boschi di larici, abeti rossi e pini cembri. Nei cembreti della Val Martello alcuni esemplari superano i 700 anni di vita. Più in alto appaiono il pino mugo e l'ontano verde, che danno vita a grandi tappeti di arbusti e cespugli. I fiori più interessanti sono la stella alpina, la nigritella, il giglio martagone, la trientale stellata, la clematide alpina, la sassifraga, la linnea boreale, il ranuncolo dei ghiacciai, il giglio rosso, la genziana ed il rododendro. A Bormio è possibile visitare il giardino botanico Rezia.

Fauna

La fauna selvatica è altrettanto abbondante: cervi, caprioli e camosci sono i mammiferi più importanti. Lo stambecco è stato reintrodotto e oggi se ne conta un buon numero. Durante le escursioni non è raro udire l'acuto fischio delle marmotte ed osservarle correre tra le pietraie. Tra i carnivori la specie più tipica è l'ermellino, ma pure interessanti sono la lepre bianca ed il toporagno alpino. Recentemente sono stati segnalati anche alcuni esemplari di orso bruno, provenienti dal vicino massiccio dell'Adamello. Tra i pesci molto interessante è il salmerino, mentre tra i più diffusi è la trota. Gli anfibi sono presenti con il tritone alpino, la salamandra nera e la rana temporaria. Tra i rettili frequente è il marasso, una delle quattro vipere italiane, e la lucertola vivipara. Tra gli uccelli spiccano l'aquila reale, assunta a simbolo del Parco, la pernice bianca, il gallo forcello, il gallo cedrone, il francolino di monte e la coturnice. Tra i rapaci notturni domina il gufo reale. All'interno dei boschi di conifere vive il picchio nero, lungo i ruscelli si rifugia il merlo acquaiolo. Tipici alpini sono il sordone, il culbianco, il fringuello, il merlo dal collare, il codirosso spazzacamino. Tra le pareti rocciose si possono ammirare il picchio muraiolo, il corvo imperiale e il granchio alpino.