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Caffé e caffeina

Il caffè è una pianta sempreverde, che può raggiungere i 10 m di altezza, della famiglia delle Rubiacee, originaria dell'Africa tropicale (Abissinia). Vive fra gli 800 e i 2.000 md'altezza in terreni umidi con temperature fra i 15 e i 25 °C. Se ne conoscono quaranta specie. La specie Coffea arabica è quella più diffusa e coltivata. Fra il XIII e il XIV sec. la bevanda si diffuse in tutto l'oriente islamico.
Il caffè arrivò a Venezia (1615) con navi turche e già con Clemente VIII si hanno le prime richieste di bandire la bevanda del diavolo. Nel 1637 a Oxford si aprì la prima Coffee House.
Dal XVIII sec. gli olandesi a Giava e i francesi nei Caraibi iniziarono la coltivazione, facendo nascere l'industria del caffè. Il paese con il più alto consumo di caffè pro capite è la Finlandia.

Caffeina e salute Il contenuto di caffeina di un caffè dipende da:
a) metodo di preparazione
b) miscela usata
c) quantità di caffè usata.

Contrariamente a quanto si crede, la quantità di caffeina non dipende dal volume di caffè bevuto.
I dati medi sono:
Espresso: 60-120 mg
Caffè fatto con Moka (35-50 ml): 60-120 mg
Caffè americano (100 ml): 95-125 mg.
Per quanto riguarda la miscela una miscela Robusta ha un contenuto 2,5 volte più alto di caffeina di una miscela arabica.

Gli effetti della caffeina sono molto conosciuti: leggero aumento della pressione arteriosa, eccitabilità, insonnia, tachicardia, aumentata secrezione gastrica (da evitare quindi in caso di ulcera o gastrite), aumento della diuresi, aumento del metabolismo basale (500 mg di caffeina possono aumentare il metabolismo basale del 10 e talora del 25% con un massimo fra la prima e la terza ora dall'assunzione).

La caffeina rilassa la valvola che si trova fra la parte bassa dell’esofago e la parte alta dello stomaco. Quando questa valvola si apre i liquidi contenuti nello stomaco possono passare nella gola, provocando bruciori. Inoltre, caffè, tè e bevande con caffeina possono aggravare eventuali ulcere provocando un aumento delle secrezioni acide nello stomaco. Poiché la caffeina incrementa il flusso sanguigno nei reni, agisce anche come un diuretico, favorendo la minzione.

A chi fa male - Il caffè è sconsigliato solo:
a) a chi soffre di aritmie, ulcera, gastrite, patologie dell'orecchio interno
b) ai soggetti stressati, ansiosi, eccitabili o che soffrono d'insonnia
c) ai soggetti ipertesi
d) ai soggetti affetti da ipercolesterolemia

A chi fa bene - Nell'individuo sano la caffeina attenua la stanchezza, agisce sul tono muscolare e sull'umore, migliora la concentrazione, riduce l'incidenza di cefalee, stimola la digestione. Altri due vantaggi notevoli sono l'effetto dimagrante e la sua azione negli sport di resistenza. Entrambi i punti vengono trattati separatamente più avanti.Soppesando danni e svantaggi, una dose salutistica non dovrebbe superare i 400 mg al giorno.

Caffeina e dimagramento - Chi si rivolge ai dimagranti da banco per dimagrire in genere ottiene ben poco. Uno degli effetti che i dimagranti propongono è l'innalzamento del metabolismo basale. In realtà non c'è nulla di meglio che la caffeina per innalzare il metabolismo basale senza avere forti controindicazioni. Il problema sono le dosi corrette per avere questo effetto. Non è sperabile avere risultati bevendo uno o due caffè al giorno.

Caffeina per gambe più snelle - Tra gli ingredienti naturali efficaci contro la cellulite c’è la caffeina, contenuta come principio attivo in creme cosmetiche applicate sulla zone colpite da usare almeno per almeno due settimane. In cosmesi la caffeina è utilizzata come coadiuvante per il trattamento della cellulite, per le potenzialità lipolitiche e termogeniche. Risulta utile l’applicazione cosmetica della caffeina per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. La caffeina stimola l’attività dell’AMPc inibendo la fosfodiesterasi, enzima che degrada l’AMPc ed impedisce la lipolisi. Per risolvere l’inestetismo è opportuno integrare l’intervento cosmetico con opportuni trattamenti estetici di tipo fisico (massaggi, bendaggi, elettroestetica, pneumoestetica) allo scopo di aumentare l’efficacia dell’applicazione topica. L’uso topico della caffeina non comprota ad oggi controindicazioni, poiché l’assorbimento transdermico non mostra concentrazioni ematiche tali da indurre effetti sistemici. L’utilizzo topico della caffeina in ambito cosmetico è indicato per il trattamento della cellulite e delle adiposità localizzate ed è giustificato per gli effetti catabolici sugli adipociti come descritto in precedenza. Sempre nell’ottica di prevenzione dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette, studi in vitro hanno evidenziato che la caffeina per via orale svolge azioni protettive nei confronti dei raggi UVB riducendone la potenzialità cancerogena.

Caffeina e sport - La caffeina può essere usata realmente per migliorare la prestazione, ma non con le finalità con cui è usata dalla maggior parte degli atleti. Molti infatti ritengono che la caffeina possa migliorare le prestazione perché sveglia o perché sostiene il cuore. In realtà non esistono prove che la caffeina sia valida per aumentare la potenza o la reattività dell'atleta, al di là dell'effetto psicologico di un buon caffè.