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Per vedere, ammirare, sorridere e sognare
GAMBE AL VENTO


Basilare strumento di locomozione, ma se fosse tutto lì ci sarebbe ben poco da dire. Invece proprio attorno alle gambe si gioca metà del grande spettacolo della moda, s'intrigano numerosi lacci di seduzione, s'intrecciano le mille piccole innocenti bugie...

del lasciar vedere senza mostrare, si architettano artistiche prospettive, si dipanano i riti sciamanici o sciamannati del ballo, si fanno parole e sogni.
Zona di vita assai intensa quella delle gambe! Le gambe al vento, così, per il puro gusto di prendere aria, non si mettono quasi mai.
Uno, o meglio una, le sue gambe le porta in giro e le muove normalmente per fare qualche cosa. Il vento é l'elemento "altro" che fa da contorno, da interlocutore, che contrasta l'azione dal punto di vista propriamente fisico o che, allo stato di aria poco mossa, avvolge l'oggetto gamba oppure più dinamicamente la stuzzica e le fa fare delle cose poco usuali, poco prevedibili o addirittura poco opportune, secondo il punto di vista della vecchia zia.
Tralasciamo dunque gesti eroici come quello del messaggero che si sfianca correndo a Sparta per raccontare delle Termopili ed anche clamorosi record sportivi conquistati.
Intendiamo limitare la nostra ricognizione al campo delle azioni più naturali e a quello delle innocenti finzioni quotidiane così come ci passano sotto gli occhi nella vita o a quelle altre, fissate dal cinema che, si sa, spesso é ancora più vero della vita e perciò appunto ci serve. Lasciamo correre pigramente il nostro occhio e facciamo clic là dove le gambe fanno qualcosa di curioso, di interessante. Solo le gambe? dirà il nostro pacifico avventore. Si, soprattutto le gambe, risponderemo, e non perché si abbia voglia di raccontare apologhi su priorità delle parti del corpo bensì per mostrare come in esse si concentrino storia e costume, pettegolezzo e vitalità, desideri e giochi e quant'altro.
Perché le gambe parlano da sole più di quanto sembri.
C'é un inconveniente però: le gambe le vediamo sempre ma non siamo allenati ad osservarle, oltre i ben noti moventi dell'ammirazione maschile o del doveroso "controllo" femminile.
Succede un pò come nel celebre racconto di Poe in cui nessuno riesce a trovare la lettera perché é nascosta in un punto di massima evidenza. Ci toccherà fare un piccolo sforzo e osservare acutamente per cogliere il linguaggio delle gambe, aiutati...dal vento.

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