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Mamme in gamba

 

 

 

 

 

 

 

 

 





































































































 

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Gambe gonfie in gravidanza

Durante l’attesa è facile ritrovarsi di sera con i piedi e caviglie doloranti, soprattutto con il caldo. Si tratta di un disturbo tipico di questo periodo, destinato comunque a scomparire dopo il parto. Nei nove mesi il rischio di insufficienza venosa, cioè di indebolimento delle vene, è pari al 50%. Molte future mamme, infatti, soffrono di problemi alle gambe, di gonfiori alle caviglie, di un senso di pesantezza e di tensione.

La sensazione di pesantezza e tensione alle gambe è, in genere, il primo segnale della stasi venosa, cioè il rallentamento del flusso sanguigno dalla periferia dell’organismo ai polmoni e al cuore. Nelle gambe le vene devono, infatti, spingere il sangue dal basso verso l’alto, con una forza sufficiente a contrastare quella di gravità. Quando le vene perdono elasticità e tono, il sangue ristagna all’interno dei capillari perché fa fatica a risalire. Inoltre una parte fuoriesce e si accumula nei tessuti, provocando i gonfiori. Così maggiore è la stasi venosa, più le vene s’indeboliscono e si dilatano.

Rimedi
Indossare calze elastiche
Si possono indossare particolari calze elastiche che migliorano la circolazione; l’uso è consigliato sia in gravidanza, scegliendo i modelli per gestante che si allargano in vita, sia subito dopo il parto, per accelerare la scomparsa dei disturbi alle gambe. Studi recenti hanno dimostrato che queste calze, dotate di una speciale filatura, riducono notevolmente la presenza di capillari evidenti e varici, in quanto esercitano una compressione decrescente dalla caviglia alla coscia, svolgendo un benefico massaggio. E anche vero, però, che durante l’estate diventa difficile “sopportarle”, in alternativa può risultare molto salutare il mare, facendo delle passeggiate con gli arti inferiori immersi nell’acqua.

Fare attività fisica
Il movimento migliora la circolazione sanguigna e aiuta a sgonfiare le gambe. L’attività fisica, infatti, stimola la pompa muscolare favorendo la risalita del sangue dal basso verso l’alto. Le attività più indicate per la salute delle gambe in gravidanza sono il nuoto, la bicicletta e le passeggiate. L’importante è che il movimento diventi un’abitudine quotidiana dedicandogli almeno mezz’ora al giorno.

Dormire con i piedi sollevati
Fin dai primi mesi di gravidanza è consigliabile dormire con le gambe sollevate: basta infilare un cuscino sotto il materasso a livello dei piedi o alzare il fondo del piano del letto di circa 15 centimetri. Il riposo, comunque, deve risultare sempre confortevole. Durante il giorno ci si può mettere sedute con le gambe sollevate, appoggiate su un ripiano morbido e basso.

La crema
Per un’immediata sensazione di leggerezza e freschezza si possono usare creme, gel o spray, che attenuano il fastidio alle gambe. Occorre applicare tali prodotti in maniera adeguata, attraverso un leggero massaggio, oppure si possono, semplicemente, immergere gli arti inferiori nell’acqua fredda. Un’opportuna prevenzione va dunque raccomandata sia a chi è già portatore di una patologia venosa, sia a chi ancora non lamenta problemi ma presenta una predisposizione familiare.


Gambe inquiete in gravidanza

La sindrome della gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome o RLS), è una di quelle condizioni per le quali è difficile indicare cause precise (ancor meno cure) ma delle quali si può stabilire sia la frequenza sia le condizioni che ne favoriscono la comparsa. E a questo proposito è uno studio italiano a indicare la gravidanza come uno dei possibili “grilletti” che fanno scattare la sindrome. Questa è piuttosto facile a descriversi: si tratta della spinta incontrollabile a muovere le gambe, a sua volta determinata da sensazioni fastidiose o strane agli arti inferiori. Di solito si presenta quando si è a riposo, seduti, per esempio, ma anche coricati e, a volte, fa compiere durante il sonno movimenti improvvisi che causano il risveglio. Quanto sia diffusa non è facile stabilirlo ma, stando agli studi condotti finora, ne soffre una parte della popolazione generale compresa tra il 3 e il 15% della popolazione generale (l’8% negli Stati Uniti, dove le statistiche non mancano su nulla). Quello che invece si sa con certezza è che quando i sintomi sono rilevanti viene compromessa la qualità del sonno e, di conseguenza, la vigilanza e il benessere durante il giorno, quando non si giunge a vere e proprie forme di insonnia.

Rimedi
L'indicazione ad una terapia puramente sintomatica dipende dal grado di sofferenza soggettiva del paziente. La pianificazione della terapia va stabilita individualmente in base all’intensità dei sintomi, la quale varia spesso molto da caso a caso.
Tentativi di cura non medicamentosa come esercizi di movimento degli arti prima di coricarsi, bagni caldi o freddi, massaggi o esercizi di stretching, vengono spontaneamente provati da molti pazienti nel corso degli anni. Anche un' attività mentale stimolante diminuisce i disturbi. Nella maggior parte dei casi queste misure possono essere utili, ma alla lunga non bastano. Medicamenti non adatti e fattori predisponenti devono essere evitati.


Vene varicose

La gravidanza è un momento particolare che mette a dura prova la circolazione venosa delle gambe. Il 70 % delle donne al terzo trimestre di gravidanza presenta problemi di vene varicose o di gonfiore alle gambe.
Nel corso del primo trimestre vi è un aumento considerevole del tasso di progesterone, uno degli ormoni che regola il delicato meccanismo del concepimento e della gestazione. Il progesterone promuove una vasodilatazione del circolo a livello delle pelvi con conseguente congestione delle vene e tendenza allo sviluppo di vene varicose.
Durante il secondo ma soprattutto il terzo trimestre di gravidanza l’aumento del volume dell’utero, che contiene il feto, determina una compressione sulle vene delle pelvi che a loro volta comportano un difficoltà di “scarico” delle vene delle gambe che tendono a dilatarsi e a trasformarsi in vene varicose.
Nelle ultime fasi della gravidanza, inoltre, vi è una tendenza alla ritenzione idrica dovuta ad una alterazione della funzionalità dei reni, in special modo per quanto riguarda la filtrazione delle proteine e dei sali minerali attraverso le urine. Questo fatto comporta un rigonfiamento dei tessuti, detto edema, specie nelle parti più declivi o delle gambe, piede e caviglie in particolare, soprattutto se la gestante trascorre molto tempo in piedi.
Fortunatamente in molti casi, una volta espletato il parto, nel giro di qualche settimana, la situazione rientra e rapidamente si attenua la dilatazione delle vene e la congestione della circolazione venosa.
In soggetti predisposti e che presentavano alcuni fattori di rischio per lo sviluppo di vene varicose anche in epoca pre-gravidca, non è detto che la situazione rientri, anzi, la gravidanza rappresenta un fattore per così dire che promuove lo sviluppo di vene varicose. Il trattamento di queste forme può essere effettuato una volta terminata la fase di allattamento ed in genere già dopo 6-8 mesi dal parto la paziente può essere sottoposta a trattamenti farmacologici, a scleroterapia o, nei casi più impegnativi, ad intervento chirurgico. Per i dettagli su questo tipo di cure vi rimandiamo alle pagine del nostro sito specificatamente dedicate a questi argomenti.

La gravidanza inoltre rappresenta una situazione potenzialmente a rischio per lo sviluppo di flebiti superficiali o di trombosi venose profonde. Le modificazioni della circolazione venosa e le alterazioni di tipo ormonale che vi si verificano provocano un aumento dell’incidenza di questi eventi che se non adeguatamente riconosciuti possono comportare seri problemi. Abitualmente i ginecologi effettuano uno screening emocoagulativo (un semplice prelievo di sangue) nelle prime fasi della gestazione. Ciò per individuare preventivamente le pazienti che possono presentare problemi di tipo coagulativo nella prosecuzione della gravidanza.

L’uso regolare di calze elastiche della prima classe o della seconda di compressione (ve ne sono di adattabili anche per pazienti con una pancia molto voluminosa) o eventualmente di gambaletti elastici nella stagione estiva ed il riposo, per qualche ora al giorno, in posizione declive (sdraiate e con le gambe leggermente sollevate rispetto al vostro piano d’appoggio) sono due semplici accorgimenti che potrete attuare per evitare o per contenere la comparsa di varici .
Nuoto, acqua-gym, cyclette e massaggi linfodrenanti sono raccomandabili (se non vi sono controindicazioni da parte del ginecologo) specie per quanto riguarda il rigonfiamento delle gambe. Altri tipi di attività ginnica non sono molto utili e nel terzo trimestre sono di fatto inattuabili.