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Che cosa sono le varici o vene varicose?
Sono vene dilatate nelle quali il sangue tende a ristagnare.
Quali sono le vene più soggette a dilatarsi?
Le vene delle gambe e delle cosce. Varici possono però interessare
anche le vene di altre zone, come quelle della regione anale (emorroidi),
o dell'apparato genitale (varicocele testicolare o pelvico).
Perché si dilatano le vene?
La dilatazione è dovuta essenzialmente alla poca elasticità
e alla debolezza del tessuto connettivo del quale la vena è
formata.
Nella comparsa delle varici gioca un ruolo
importante il fattore ereditario?
È certa la ricorrenza di varici e teleangectasie in membri
della stessa famiglia. Ma oltre all'ereditarietà esistono
altri fattori di rischio importanti (vedi più avanti).
Il processo di dilatazione è progressivo
o può essere arrestato?

Se non si adottano terapie,
la dilatazione delle vene è lenta ma progressiva. Le vene
sono dotate di valvole che consentono al sangue di risalire dalla
periferia al cuore, opponendosi alla forza di gravità. Le
valvole in questo modo impediscono al sangue di ricadere in basso.
Quando la vena si sfianca, i lembi delle valvole si allontanano
gli uni dagli altri e la valvola perde la sua funzione. Pertanto
il sangue ristagna, determinando una sempre maggiore dilatazione
della vena.
Cos'è la flebite?
La flebite è una infiammazione della parete venosa che può
associarsi ad una occlusione della vena stessa per la formazione
di coaguli sanguigni (tromboflebite).
Quali sono le cause della tromboflebite?
1. la formazione di un coagulo
causato da un'infiammazione o da un'infezione o da una lesione della
sua parete;
2. il ristagno del sangue nella vena
dovuto a una prolungata immobilizzazione dopo un intervento chirurgico
(si tende a far alzare il paziente il più presto possibile
per evitare una flebotrombosi), o o la pressione sulla circolazione
dovuta a indumenti stretti (giarrettiere, calze, ecc);
3. le vene varicose, in cui l'insufficiente
funzionamento delle valvole provoca ristagni del sangue.
La flebite può causare danni permanenti?
Nel caso più vene siano risultate danneggiate e la circolazione
molto rallentata si può riscontrare un edema nell'arto.
I fattori di rischio per le malattie delle vene
Quali sono le cause che contribuiscono allo
sviluppo delle malattie delle vene?
Oltre alla predisposizione familiare di cui abbiamo parlato, occorre
conoscere altri fattori di rischio. Alcuni sono importanti ma ineluttabili:

età: malattie varicose e tromboflebiti aumentano con il passare
degli anni;

sesso: le donne sono tradizionalmente più predisposte e costituiscono
i 2 terzi dei soggetti affetti da insufficienza venosa;

gravidanza: è un fattore determinante sia per un meccanismo
ormonale (che porta a dilatazione delle vene e a ritenzione idrica
nei tessuti) sia per un meccanismo compressivo. Infatti l'aumento
del volume dell'utero porta lo schiacciamento dei vasi del bacino
con ulteriore dilatazione delle vene delle gambe.
Vi sono altri fattori di rischio che è
possibile prevenire?
Sì, in questi casi è possibile intervenire:

stitichezza: questo disturbo è notoriamente causa di compressione
sulle vene;

sovrappeso: l'eccesso di grasso contribuisce alla comparsa di edemi
e varici;

abbigliamento: indumenti troppo costrittivi (calze, cinture, giarrettiere)
possono rallentare la circolazione sanguigna;

posizione corporea: la costante sedentarietà o il lavoro
in piedi per molte ore al giorno sono cause di ipertensione venosa.
L'esercizio sportivo fa sempre bene per prevenire
o curare le malattie venose?
Il movimento è importantissimo perché agevola la fisiologia
venosa. Vi sono tuttavia alcuni sport che possono compromettere
la salute delle vene in soggetti predisposti.

sollevamento pesi, per l'eccessiva pressione introtoracica e intraddominale;

canottaggio ed equitazione per le posizioni obbligate;

tennis e basket per le brusche contrazioni e le repentine interruzioni
del movimento muscolare.
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